A chiederlo Marco Da Rin, assessore comunale che risiede proprio a Bettin
«Due incidenti gravi in un mese non possono essere una casualità: prendiamo da subito provvedimenti per dare maggior sicurezza all’incrocio tra via Marisiga e via Bettin». Marco Da Rin Zanco, assessore comunale in quota Udc, chiede un intervento urgente sulla viabilità. «Questa mattina – racconta l’assessore – ho potuto assistere ad un grave incidente all’incrocio tra via Bettin e via Marisiga. E’ il secondo nel giro di due settimane: prima un tamponamento a catena con due feriti, ora un anziano investito sulle strisce pedonali». Leggi il resto di questo articolo »

Gianluca Dal Borgo
Il gruppo dell’Unione di centro chiede che la Provincia torni a concentrarsi sulla sua funzione di coordinamento creando un fronte comune a difesa del Bellunese
In vista del consiglio provinciale di giovedì prossimo, Gianluca dal Borgo, consigliere dell’Udc, manda un monito a Lega e Pdl: «La maggioranza si può salvare solo da sola». Se ci riuscirà, però, non è detto che sia la via d’uscita definitiva: «Per lasciare alle spalle questa crisi in Provincia – spiega il consigliere di minoranza – chi governa deve iniziare a impegnarsi concretamente per una politica fatta per chi abita in montagna, che finora si è vista ben poco». Se, invece, non dovesse arrivare in porto la votazione in consiglio si aprirebbe uno scenario di un commissariamento e un difficile ritorno al voto: «Un commissario senza sensibilità per la montagna potrebbe solo peggiorare le cose e poi in primavera – si chiede Dal Borgo – chi vorrebbe governare il cadavere Provincia?». L’invito che rivolge, quindi, fin d’ora l’esponente dell’Unione di centro alle altre parti politiche è quello di «lavorare per trovare un’intesa super partes su un candidato, non necessariamente proveniente dall’ambito politico e una sola lista, in grado di traghettare la Provincia verso il futuro». L’autonomia, però, secondo Dal Borgo resterà solo un sogno, vista la beffa alla quale i bellunesi hanno dovuto assistere: «Lo scorso dicembre i senatori alto atesini hanno votato la fiducia portentosi a casa 740 milioni di euro, cioè il residuo fiscale di tutta la Provincia di Belluno».
Anche il coordinatore provinciale dell’Udc, Maurizio Isma invita a guardare avanti: «In questo momento infausto il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin dovrebbe accantonare l’orgoglio e concentrare la sua cocciutaggine non sulle tessere partitiche, ma sulla creazione di un fronte comune a difesa della Provincia di Belluno. Per il comportamento tenuto fino ad ora non me la sentirei di dare l’ennesima possibilità a questo presidente». «L’ipotesi di nuove elezioni in primavera, inoltre – aggiunge il coordinatore Udc – potrebbe portarci la possibilità di avere un ente funzionante per 5 anni, invece che un ente zoppicante per 2 anni e mezzo». «Il territorio – conclude Isma – ha bisogno di un coordinamento e non possiamo permetterci di perdere anche gli ultimi anni di vita della Provincia, ma dobbiamo cercare di far sì che diventino il più proficuo possibile, perché nessuno ha idea di cosa ci aspetti dopo, compresi i Ministri che hanno rassicurato poche settimane fa lo stesso presidente».
L’Udc: ecco come sono finite le rassicurazioni di Calderoli e Bossi a Bottacin
Nel nuovo ddl per l’abolizione delle Province approvato dal Consiglio dei Ministri esce dalla Carta costituzionale il secondo comma dell’articolo 132 che recita: «Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un’altra».
«Ecco come sono finite le rassicurazioni di Calderoli e Bossi fatte a Bottacin a Calalzo poche settimane fa: con l’eliminazione dell’articolo che consente, tramite volere popolare, di cambiare Provincia o Regione» commenta Maurizio Isma, coordinatore provinciale dell’Unione di Centro di Belluno. Le speranze di autonomia per la provincia di Belluno così si affievoliscono dopo la bocciatura lo scorso aprile della Corte Costituzionale alla richiesta di referendum per il passaggio al Trentino Alto Adige sostenuta da quasi 18 mila firme.
«La Lega ha continuato per queste settimane a illudere i bellunesi e continua a farlo con la stesura di un ipotetico documento sul quale chiede il supporto dell’opposizione, che a questo punto è a dir poco ridicolo» dice ancora Isma.
«Credevamo – prosegue – ci fosse una sinergia tra Lega e Pdl e che avere un presidente della Provincia della stessa linea politica del Governo potesse aiutarci, ma nulla di tutto questo è vero». Maurizio Isma, critica poi senza mezzi termini il comportamento di questi giorni della maggioranza di Palazzo Piloni: «In un momento già difficile, con una spaccatura tra alleati in giunta non si fa altro che indebolire il potere di contrattazione della stessa. Continuare a non ammettere le proprie responsabilità e non fare un passo indietro allunga solo l’agonia di questa Provincia malata e forse è giunto il momento di staccare davvero la spina». L’Udc bellunese, infine, si dichiara favorevole all’abolizione delle Province, ma in una contestuale e più ampia ristrutturazione dello Stato: «Non è moltiplicando gli enti con le unioni comunali o con buffe Province regionali, ipotizzate da Calderoli, che si semplifica lo Stato» afferma Isma.
