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«Al di là delle considerazioni tecniche e urbanistiche, per le quali auspico tutto sia stato fatto a norma di legge, la scelta di posizionare una croce sul monte Serva è condivisibile».
Così Marco Da Rin, dell’Udc di Belluno, commenta l’idea di un comitato bellunese di mettere un crocifisso illuminato sul Serva.
«La croce è un segno anche laico che accomuna chi ha il dono della fede e chi no. Lì sono le radici della storia e della cultura, italiana e bellunese. Questo grande simbolo d’amore e d’accoglienza rappresenta le fondamenta sulle quali costruire il futuro della nostra città e della nostra provincia» ha concluso Da Rin.

“AUdcDePoli distanza di una settimana dalla presentazione della mia candidatura a Presidente della Regione Veneto, ribadiamo la forza del nostro progetto politico e ideale. Siamo la vera alternativa all’arroganza leghista, da una parte, e alla mancanza di chiarezza programmatica del Pd, dall’altra. Solo il Centro, dunque, sta dimostrando di essere in grado di lanciare un messaggio di governo politico della Regione forte e chiaro a tutti i Veneti, un messaggio nuovo, fuori dai due schieramenti”. Lo dichiara Antonio De Poli, candidato governatore dell’Unione di Centro in Veneto.
Dal Corriere delle Alpi del 20.1.2010 (Francesco Saltini)

L’Udc: “Avremmo appoggiato Galan, ma Zaia no”

BELLUNO. Un Veneto egemonizzato dalla Lega Nord? L’Udc dice no. Il segretario provinciale del partito guidato da Pierferdinando Casini scende in campo dopo la decisione dei vertici regionali di presentare Antonio De Poli nella corsa alla poltrona di governatore, rompendo un’alleanza che dura da tanti anni.

“Se il candidato fosse stato ancora una volta Galan o un altro moderato – spiega Da Rin Zanco – non avremmo avuto problemi a dare la nostra adesione al progetto. Ma non possiamo dare il nostro appoggio a Luca Zaia, un politico che rappresenta la Lega, un partito troppo distante dal nostro modo di pensare. É chiaro che in una coalizione siamo abituati ad aver dentro di tutto, ma alla fine chi fa la sintesi sono i vari governatori, presidenti di Provincia e Sindaci. Ci è piaciuta la rotta tenuta in 15 anni da Galan, mentre abbiamo troppe perplessità sul Carroccio”.

Temete una Lega padrona del Veneto?

“Se dovesse vincere Zaia, ci troveremmo di fronte a una regione egemonizzata dai leghisti, con un Pdl zoppo nei numeri e impossibilitato a incidere a livello di governo”.

Quindi l’Udc va avanti per la propria strada…

“Il nostro candidato è e sarà Antonio De Poli. Sappiamo che il nostro elettorato ci vede come alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra. Quindi andiamo avanti per la nostra strada”.

Si è parlato di una possibile alleanza col Partito democratico. Cosa c’è di vero?

“L’unica cosa certa è che correremo per Antonio De Poli. È chiaro che per costruire questo progetto abbiamo bisogno di voti. Qualsiasi appoggio esterno è quindi ben accetto”.

E ci sono anche i “galaniani” scontenti di Zaia…

“Non voglio anticipare niente, perchè le trattative sono in corso, ma è logico che i veri scontenti siano il Pdl, disgustati dal veder prendere le decisioni ad Arcore e Varese. E dopo il voto lo saranno ancora di più. Con Zaia candidato presidente, il Popolo delle Libertà è destinato a subire un’emorragia di voti a favore del Carroccio. E c’è il rischio neppure tanto remoto, di non fare neppure un consigliere di Belluno. Non so se prima o dopo le regionali, ma una cosa è certa: ne vedremo delle belle. Le persone intelligenti del Pdl non resteranno inerti a vedere il proprio partito affossato dalle scelte prese nelle stanze dei bottoni lombarde”.

Già decisi i candidati bellunesi?

Ci stiamo lavorando. Abbiamo una rosa di 7-8 nomi, tra questi ne sceglieremo due”.

Dal Corriere delle Alpi di oggi (Irene Aliprandi)

Gidoni contro Da Rin: «Via l’Udc dalla giunta»

BELLUNO. «Il giorno dopo le elezioni regionali si dovrà affrontare il nodo della presenza dell’Udc all’interno della giunta e della maggioranza in Comune di Belluno. Siamo stufi di assistere alle fesserie quotidiane dell’assessore e segretario provinciale Marco Da Rin Zanco. Siamo stufi dei suoi attacchi gratuiti alla Lega Nord». Franco Gidoni, deputato del Carroccio, attacca l’assessore comunale bellunese che, come altri colleghi dell’Udc, spara a zero sulla Lega, alleata in più parti.

«Siamo stufi di vedere all’opera un giovane professionista della politica dei due forni: esprime critiche anche aspre ai partiti del centrodestra e ai rispettivi leader, ma si guarda bene dal rassegnare le dimissioni. Evidentemente ha imparato in fretta la logica democristiana: mai mollare le careghe , anche a costo di apparire incoerenti». Il deputato della Lega Nord, Franco Gidoni, non usa mezzi termini per sollevare, anche a Belluno, il problema del rapporto con l’Udc. «Abbiamo visto il segretario-assessore candidarsi alle elezioni provinciali contro la coalizione che governa anche a Palazzo Rosso – dice Gidoni – senza nessun pudore. Adesso vediamo Marco Da Rin Zanco uscire con dichiarazioni offensive contro il candidato del centrodestra alle elezioni regionali. Insomma, sembra proprio che la sua principale preoccupazione sia quella di impegnarsi nella campagna elettorale: lo faccia pure, ma abbia la dignità di dimettersi da assessore». «Mi chiedo – conclude Gidoni – se il sindaco Antonio Prade legga i giornali. Se non sbaglio è un rappresentante di quel Pdl che appoggia la candidatura di Luca Zaia. Ma il suo silenzio di fronte all’imbarazzante attivismo del suo giovane assessore è quanto meno sospetto. Capisco che non voglia dare maggiore spazio alla Lega Nord a Palazzo Rosso, ma prima o poi dovrà rendersi conto che siamo noi e non l’Udc gli alleati del Pdl. A Roma, a Venezia e a Belluno. Mi auguro che prima o poi se ne accorga e prenda l’unica decisione possibile: cacciare Da Rin e l’Udc dal governo della città capoluogo». L’Udc è in giunta e in maggioranza anche a Feltre, dove anzi è più decisivo che a Belluno e dove il sindaco è il segretario provinciale e senatore del Carroccio Gianvittore Vaccari. Non è chiaro se le incoerenze dell’Udc troveranno ripercussioni in quell’amministrazione e del resto il partito di Casini non è ancora uscito nemmeno dalla giunta regionale Galan. «Anche su Feltre si farà un ragionamento», dice Gidoni, «aspettiamo le regionali, il giorno dopo si aprirà il confronto».