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Bocciata la local card: troppo razzista (Gazzettino dell’11 marzo 2009)

Local card troppo leghista e il consiglio comunale di Belluno la modifica, togliendo i passaggi più discriminanti. Approvandola, dopo gli emendamenti, con la Lega fuori dall’aula per protesta. E’ finita in questo modo la discussione sull’ordine del giorno a firma dei consiglieri del Carroccio Stefano De Gan e Silvano Serafini Orso Grigio , in un consiglio comunale fiume durato lunedì sera fino alle 22 inoltrate. A far storcere il naso all’opposizione, ma anche ad una parte della maggioranza, alcuni passaggi dell’ordine del giorno che impegnava sindaco e giunta a prevedere nel bilancio 2009 un fondo di rotazione per il sostegno economico delle famiglie del Comune di Belluno in momentanea difficoltà economiche a causa delle crisi.

Fin qui tutti d’accordo, proposito encomiabile, Ma a dividere i consiglieri il passaggio del documento in cui si chiedeva cli estendere la local card soltanto ai cittadini italiani e la residenza nel comune capoluogo da almeno dieci anni. L’opposizione si è schierata subito contro ai due enunciati, convinta che la proposta così formulata fosse troppo restrittiva. «Un esempio di cattivismo programmatico», l’ha definita Marco Perale del Partito democratico, spiegando come questo ordine del giorno fosse una specie di fotocopia di altri, piovuti dalle sedi centrali della Lega e trasferite papali, papali nei vari comuni. E sono piovuti gli esempi di come la proposta potesse essere lesiva non soltanto dei cittadini stranieri, ma anche a italianissimi bellunesi trasferitisi da poco nel comune capoluogo, Esempi concreti di persone conosciute, che hanno convinto più di un consigliere a chiedere delle modifiche all’ordine del giorno per renderlo meno selettivo. E così Carlo Gustavo Giuliana del Gruppo misto ha proposto una mediazione tra le parti per arrivare ad un testo meno duro e Eugenio Colleselli dell’Udc ha proposto di emendare il documento togliendo il riferimento alla cittadinanza italiana ai dieci anni di residenza in rittà. Questione di carità cristiana che non può ammette dei distinguo tra le persone in diffioltà , Proposta che ha per provocato l’irritazione della Lega Nord che dopo il voto favorevole all’emendamento è uscita dall’aula. Con una maggioranza risicata il documento è passato, spaccando ancora una volta la maggioranza. I rappresentanti dei partiti di centrodestra alla fine hanno votato secondo coscienza. La palla passa ora alla giunta che dovrà, nel prossimo bilancio, prevedere la local card gestita dagli uffici comunali. Ma già Palazzo Rosso mette le mani avanti. «Il Comune ha già un fondo e delle azioni che in parte recepiscono l’ordine del giorno” – afferma l’assessore ai servizi sociali Angelo Paganin – “occorre ora trovare le modalità più efficaci per vedere chi ha davvero bisogno di aiuto, il metodo di erogazione e di controllo per le necessarie verifiche ». Maurizio Dorigo