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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiede di cacciare gli esponenti dell’Udc dalle giunte di centrodestra, per «punire» il partito di Casini, reo di attaccare il governo. Ma il sindaco di Belluno Antonio Prade non intende perdere pezzi della propria coalizione. E declina la proposta. «Berlusconi, quando ha detto questo, parlava ad alcuni presidenti di Regioni e Province del Pdl – dice Prade – dunque non mi sento tra i destinatari del suo invito».
Prade usa il tatto, pesando diplomaticamente le parole, ma il significato è che il primo cittadino non intende dare il benservito all’assessore Marco Da Rin Zanco. Prade difende per l’ennesima volta il suo assessore dagli attacchi che, dall’insediamento del governo romano di centrodestra senza l’Udc, si sono susseguiti ad intervalli regolari. Senza contare le richieste più o meno palesi di chiudere con i centristi arrivate dalla Lega negli ultimi due anni.
L’ultima incrinatura a Palazzo Rosso c’era stata quando alcuni consiglieri di Lega e Pdl avevano criticato il progetto di Da Rin di istituire il consiglio comunale dei ragazzi. Prade si era visto costretto a bloccare la delibera, suscitando le dure reazioni del segretario dell’Udc Maurizio Isma.
Stavolta, pare, l’attacco è caduto prima di essere sferrato. E il diretto interessato Da Rin? Risponde con una battuta. «Il presidente del Consiglio, che da Roma decide di cambiare le coalizioni elette negli Enti locali, dimostra uno spiccato senso del federalismo».

Mi spiace i giornali di oggi mi definiscano infuriato.. Sono un giovane che ha deciso di dedicare qualche anno di vita alla politica: certe cose non mi fanno infuriare, perché semplicemente non le capisco. Continuo a lavorare come sempre, nell’attesa chi è più esperto di me mi illumini. L’unica cosa che ho capito, e questa si mi dispiace, è che a farne le spese siano sempre i più giovani.
Marco
Dal Corriere delle Alpi di oggi a pag.1 e 11 (Paola Dall’Anese)
Scontro Prade – Da Rin La delibera dell’Udc ritirata senza avviso
BELLUNO. Bufera a Palazzo Rosso dopo la decisione del sindaco Prade di ritirare una delibera di un suo assessore, Da Rin Zanco. E mal di pancia che rasentano l’ulcera nella maggioranza. L’ennesimo spettacolino è andato in scena durante il consiglio comunale: a farne le spese stavolta l’assessore Da Rin Zanco (Udc) che si è visto ritirare una sua delibera da parte del sindaco, senza saperne nulla. Quanto basta per far imbufalire l’Udc: «Che Marco Da Rin Zanco una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso», si tuona. Direttivo già mobilitato.
Bufera a palazzo Rosso. L’assessore doveva relazionare il progetto dei consiglio comunale dei ragazzi
Prade fa ritirare la delibera di Da Rin
Il coordinatore dell’Udc: «Scandaloso umiliare così una nostra proposta»
BELLUNO. Un altro spettacolo demoralizzante della politica è andato in scena ieri a palazzo Rosso. Ancora una volta i mal di pancia all’interno della maggioranza si sono fatti sentire. A farne le spese stavolta l’assessore Da Rin Zanco (Udc) che si è visto ritirare una sua delibera da parte del sindaco, senza saperne nulla. Poi, come sempre più spesso succede, la seduta è stata rinviata per mancanza del numero legale.
La delibera di Martire.Qualche minuto prima la delibera dell’assessore Martire, sulla cessione di parte del tetto della Spes Arena alla Sportivamente Belluno srl per la realizzazione di due impianti fotovoltaici, era stata ritirata dal sindaco «per approfondire il tema». Anche se, come ha ricordato il presidente del consiglio, Oreste Cugnach, «il testo aveva ricevuto il parere favorevole dei presenti alla commissione consiliare competente».
Tocca a Da Rin. Poi è stata la volta di Marco Da Rin Zanco e del suo progetto del consiglio comunale dei ragazzi che coinvolge le medie Nievo e Ricci e l’istituto Agosti in collaborazione con la cooperativa sociale Thauma (a cui andranno tremila euro). Esperienza peraltro già finanziata e già partita. Quando l’assessore si è alzato per spiegare la delibera, Prade ha chiesto di ritirarla. L’assessore è rimasto attonito, incapace di comprendere il senso di questa azione. Lo stesso Cugnach si è meravigliato, sottolineando che «anche questa delibera proprio il giorno prima era stata sottoposta per la seconda volta all’analisi della Conferenza dei capigruppo che si erano espressi a maggioranza in modo favorevole». L’assessore, pallido per la sconfessione dell’esecutivo, non ha voluto commentare, rinviando al coordinatore provinciale dell’Udc, Maurizio Isma.
Il commento di Isma. «Sono attonito», esordisce Isma, «per quanto accaduto in consiglio comunale a Belluno. In questi tre anni di amministrazione siamo stati il gruppo più leale verso il sindaco, l’abbiamo difeso anche quando era sotto attacco da parte del suo stesso partito e il nostro voto è stato determinante quando il resto della maggioranza gli voltava le spalle». Quello che più lascia perplesso 1′Udc provinciale è che la delibera sia stata ritirata pur avendo già l’approvazione della conferenza dei capigruppo, un finanziamento e alcune scuole pronte a partecipare. «Che una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso. Preferiremmo piuttosto che fosse stata bocciata, ma con un’espressione trasparente e leale dei consiglieri» conclude Isma che annuncia che nei prossimi giorni «si terrà una riunione del direttivo provinciale per stabilire quale linea politica tenere in futuro all’interno del Comune di Belluno».
La solidarietà a Da Rin. Solidale con Da Rin l’opposizione. «E’ l’esempio di una mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri comunali considerati alla stregua di macchinette che, prima spendono tempo per studiare e discutere i progetti, e poi dovrebbero assecondare i giochetti della maggioranza. Ma si è mancato di rispetto anche nei confronti dell’assessore che è stato trattato come un bischero», ha dichiarato Jacopo Massaro, capogruppo del Pd. A sostenere Da Rin anche Camillo De Pellegrin di Fli: «Non c’era motivo di comportarsi in quel modo, l’iniziativa era interessante e ad oggi non erano giunte motivazioni per il ritiro».
Gli oppositori tra Pdl e Lega. Ma allora chi l’ha osteggiata? Si sa che nell’ultima riunione dei capigruppo i consiglieri Francesco La Grua (Pdl) e Stefano De Gan (Lega) l’hanno contestata. «Non mi va bene che le cooperative insegnino ai ragazzi, se non hanno dei professori nel loro organico e non mi va che li si faccia parlare di politica a 12 anni. E poi questo progetto è già partito, per cui il consiglio è chiamato a ratificare una cosa già fatta». Dello stesso avviso anche De Gan: «Oggi ci siamo trovati a ratificare un progetto già partito, segno che Da Rin ha preso l’andazzo di quelli che prima criticava; e poi si spendono 3000 euro per la cooperativa che deve fare il lavoro».
Manca il numero legale. A questo punto il clima in consiglio si è scaldato tanto che quando è iniziata la discussione sulle tribune acquistate dal Comune, parte della maggioranza, che a quanto pare non ha condiviso quanto accaduto, ha lasciato l’aula con l’opposizione, non garantendo il numero legale. Seduta rinviata.
Dal Gazzettino di Belluno a pag.1 (Maurizio Dorigo)
Delibera ritirata, l’Udc minaccia la crisi
Prade blocca la proposta del consiglio dei ragazzi, l’assessore Da Rin lascia l’aula infuriato
Tutto era pronto per discutere in aula della delibera sul consiglio comunale dei ragazzi che aveva già visto la contrarietà del leghista De Gan, ma quando l’assessore alle politiche giovanili Marco Da Rin (Udc) si è alzato per illustrarla ai consiglieri, il sindaco Prade l’ha bloccato chiedendone il ritiro. Da Rin, infuriato, ha lasciato l’aula (l’argomento era stato approvato dalla riunione dei capigruppo) e in serata è arrivata una dura nota dell’Udc a firma del coordinatore provinciale Maurizio Isma: «In questi anni siamo stati il gruppo più leale con Prade, ora faremo una riunione per decidere che linea tenere».
COMUNE II sindaco ritira la delibera dell’assessore Marco Da Rin
No al consiglio dei ragazzi
Il titolare del sociale lascia l’aula. Immediate le proteste dell’Udc
BELLUNO Consiglio comunale ancora senza maggioranza. E per l’ennesima volta salta la delibera sull’acquisto delle tribune del campo da rugby dalla società “Sportivamente Belluno”. Se ne riparlerà prima della fine dell’anno. Ma a fare clamore, oltre alle scintille tra il leghista Stefano De Gan e il Pd Roberto De Moliner sui “danni” delle rispettive amministrazioni, è stata la bocciatura della delibera sul Consiglio comunale dei ragazzi. L’assessore Marco Da Rin Zanco si era già alzato per presentarla, quando il sindaco ne ha chiesto il ritiro. Provocando la reazione del presidente del Consiglio Oreste Cugnach. «Ma come, l’argomento era passato per due volte nella riunione dei capigruppo?». Infuriato Da Rin ha lasciato Palazzo Rosso, promettendo l’intervento del suo partito. Che è arrivato. Durissimo. Si dice «attonito» il coordinatore provinciale dell’Udc Maurizio Isma. «In questi tre anni di amministrazione siamo stati il gruppo più leale verso il sindaco e il nostro voto è stato determinante quando il resto della maggioranza gli voltava le spalle. Che una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso. Nei prossimi giorni – conclude Isma – si terrà una riunione del direttivo provinciale Udc per stabilire quale linea politica tenere all’interno del Comune di Belluno». La vicenda assume connotati politici, anche se la bocciatura viene motivata diversamente dai consiglieri in disaccordo. «Il progetto – spiega Stefano De Gan della Lega – era partito 15 giorni fa senza l’avallo del consiglio». Per Francesco La Grua (Pd1) non piace il fatto che a gestire il progetto sia una cooperativa. «A meno che non ci siano insegnanti regolarmente abilitati. E poi mi pare prematuro parlare di politica a ragazzini di 11 e 12 anni». Passato, invece, il programma di investimenti della Nis sul Nevegal.
Il sindaco di Belluno ha ritirato la delibera del consiglio dei ragazzi senza giustificazione
«Sono attonito – esordisce Maurizio Isma, coordinatore provinciale dell’Unione di Centro – circa quello che è successo oggi in consiglio comunale a Belluno». Nella seduta pomeridiana quando l’assessore alle politiche giovanili, Marco Da Rin, si è alzato per relazionare sulla proposta di istituire il consiglio comunale dei ragazzi è stato interrotto dal sindaco, Antonio Prade, che ha comunicato con una breve frase e senza giustificare il suo gesto, che la delibera del progetto era stata ritirata.
«In questi 3 anni di amministrazione – ricorda Isma – siamo stati il gruppo più leale verso il sindaco, l’abbiamo difeso anche quando era sotto attacco da parte del suo stesso partito e il nostro voto è stato determinante quando il resto della maggioranza gli voltava le spalle».
Quello che più lascia perplesso l’Udc provinciale è che la delibera sia stata ritirata, pur avendo già l’approvazione della conferenza dei capigruppo, un finanziamento e alcune scuole pronte a partecipare. «Che una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso. Preferiremmo piuttosto che fosse stata bocciata, ma con un espressione trasparente e leale dei consiglieri» conclude Isma. Il progetto dell’assessore dell’Unione di centro prevedeva l’istituzione di un consiglio comunale dei ragazzi delle scuole medie, come previsto dalla legge 283/1997. Il consiglio dei ragazzi è già realtà in diversi Comuni italiani. Al suo interno i giovani adolescenti, eletti dai coetanei, avrebbero potuto confrontarsi e indirizzare proposte alla giunta, oltre naturalmente a capire meglio il funzionamento delle amministrazioni pubbliche e aumentare il loro senso civico.
Nei prossimi giorni si terrà una riunione del direttivo provinciale Udc per stabilire quale linea politica tenere in futuro all’interno del Comune di Belluno.
