Dal Corriere delle Alpi del 20/02/2010 a pag.34

Non è il federalismo la risposta alla richiesta di autonomia della montagna, e di Belluno. Checché ne dica il ministro Zaia, serve ben altro.

Nel suo intervento sulle colonne di questo giornale, il ministro ha dato una risposta debole quando ha dichiarato che il federalismo fiscale risolve ogni problema. Non basta invece.

Trattenere una maggior quota di risorse al territorio è cosa giusta, e sarà utile ad ogni amministrazione locale. Ma la specialità della montagna chiede specialità anche nelle strategie a tutela del territorio.

Per quasi dici anni, in Regione, la Commissione Statuto ha riconosciuto, su proposta di tutte le forze politiche, che la specificità della montagna consiste nell’insieme di svantaggi complessivi che richiedono l’autonomia fiscale, sì, ma anche istituzionale, regolamentare e finanziaria.

Al ministro Zaia – non certo ai lettori di questo giornale – conviene forse spiegare con qualche esempio questa ineludibile specificità della montagna.

Basta pensare ai servizi primari, come la scuola o la sanità, che sul territorio nazionale hanno standard applicativi difficilmente realizzabili in montagna. L’ultima riforma scolastica prevede che le classi debbano avere non meno di 25 alunni: ma i dati dell’ufficio scolastico provinciale di Belluno per l’anno scolastico 2009/2010 ci dicono che oltre il 20 % delle classi ha meno alunni rispetto a quanto previsto. E sarebbe, quindi, a rischio.

Anche per quanto riguarda gli ospedali, gli standard normativi finalizzati alla razionalizzazione della rete ospedaliera possono essere applicati in pianura, ma appaiono di difficile raggiungimento nelle zone montane, dove occorre garantire strutture e accessibilità delle stesse, in deroga ai regolamenti.

In montagna, la medicina di territorio ha bisogno di ambulatori diffusi, i trasporti pubblici hanno costi maggiori, i Comuni hanno bisogno di risorse differenziate e supplementari per la manutenzione delle strade, il contrasto delle frane, l’apertura delle farmacie, dei negozi e degli stessi bar.

E ci vogliono poteri speciali anche per assicurare al territorio compensazioni economiche per lo sfruttamento, per la produzione alimentare ed energetica, della risorsa acqua, una delle poche della montagna.

Tutta la vita economica e sociale in montagna ha bisogno di regole e parametri propri.

Per questo la montagna chiede autonomia. Per questo andrebbe addirittura assegnata la specialità a tutta la “grande comunità montana” che comprende la provincia di Belluno ma anche le zone montuose delle province di Verona, Vicenza e Treviso.

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